Fittja Terraces a Botkyrka, Svezia

 
 
 

 

Fittja terraces
 
 

Fittja Terraces è un progetto di rigenerazione urbana situato a Botkyrka, una cittadina a Sud di Stoccolma e completato nel 2013. Ad opera di Kjellander+Sjöberg Architects, è stato recentemente nominato per il Mies van der Rohe Award 2015.

Con una estensione di 10.000 mq, esso è localizzato in un contesto omogeneo costituito da case popolari in affitto costruite negli anni ’70. L’area risulta dunque socialmente complessa e la strategia adottata è stata quella di variare il più possibile l’offerta abitativa, cercando di assicurare una flessibilità e diversità nel tempo.

Il progetto si basa infatti su presupposti relativi al mix tipologico e di taglio degli alloggi, alla mixité degli abitanti e una diversificazione dei tipi di contratto, rivolti alla vendita, con l’obiettivo di differenziarsi dall’area intorno.

Le unità abitative variano dal monolocale fino ad appartamenti di 6 locali e abitazioni a schiera. Un particolare riguardo è stato infatti offerto alle famiglie allargate in modo tale che possano vivere a stretto contatto.
Per creare varietà sono stati combinati pochi, ma flessibili tipi di modulo costruiti con elementi prefabbricati in legno. Questi sono stati trattati esternamente con diversi spessori e colori, cercando di dialogare con la natura e il tessuto edilizio circostante.
Vi sono poi numerosi spazi privati aperti siti a diversi livelli, come le terrazze sul tetto, i giardini più intimi e gli ingressi alle abitazioni. Questi costituiscono una prosecuzione naturale dello spazio domestico connettendosi agli spazi della vita in pubblico.

Il costruito è ancorato ad uno spazio pubblico diagonale che tiene assieme elementi con diverse caratteristiche spaziali e scale: il centro locale, il prato comune ed una fascia di servizi pubblici come la scuola e la piscina.
La connessione diagonale si costituisce anche per mezzo di una sequenza di spazi pubblici informali che aprono accessi visuali e connessioni pedonali attraverso i vari blocchi.
Le strade sono state infatti considerate come una infrastruttura complessa, non solo come mezzo per raggiungere una destinazione, ma come spazio da vivere e di connessione con l’ambiente circostante.

 

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