Housing sociale

 
 
 

Il “cappello” dell’housing sociale è ampio e sotto vi rientrano interventi di natura molto diversa, questa sezione ha l’obiettivo di definire e mettere a fuoco il settore, per meglio orientarsi all’interno del Portale e nei diversi approfondimenti. Essendo un ambito in continua evoluzione, si cercherà di rappresentare in modo dinamico, e il più possibile esaustivo, lo sviluppo delle piste esistenti e la nascita di nuovi eventuali strumenti di intervento.

La casa è da sempre una componente cruciale per la qualità della vita delle persone, un bisogno complesso per tutti, e ancor di più per chi ha limitate capacità di reddito e per chi somma a questo anche altre fragilità, di natura più o meno temporanea.

Negli ultimi tempi nell’offrire una risposta abitativa in grado di fronteggiare questi svantaggi è cresciuta la consapevolezza, la volontà e la capacità d’intervento, un processo di definizione che ha permesso di arrivare a definire alcuni principi che accomunano tutti gli interventi. I progetti di housing sociale pertanto:

  • individuano gruppi target ben identificati, in base al profilo socio-economico o a differenti  condizioni di vulnerabilità e disagio;
  • prevedono servizi di accompagnamento con formule e intensità variabili per rispondere non solo al bisogno di “casa” ma anche di relazioni, comunità, calore, supporto all’autonomia...;
  • offrono una buona accessibilità economica.

Sulla base di questo minimo comun denominatore, si sono sperimentate e consolidate due diverse forme di sostegno allo sviluppo del settore e di copertura degli interventi, che semplificando possiamo ricondurre a due canali di finanziamento distinti:

  1. contributi a fondo perduto rivolti a soggetti no profit (terzo settore ed enti pubblici),
  2. investimenti da parte di Fondi Immobiliari dedicati, a rendimento paziente,

che alimentano rispettivamente due diverse tipologie d’intervento:

  1. progetti che definiremo di ‘homing’ - rivolti a singoli o nuclei in condizioni di forte fragilità sociale poco o per nulla solvibili - dove entra in gioco il fondo perduto per sostenere l’attivazione  - in termini di “hardware e software” - di un servizio residenziale dove l’abitazione fa parte di un percorso di accompagnamento/accoglienza più ampio;
  2. progetti di ‘social housing’ per una platea di beneficiari potenzialmente in grado di sostenere un canone calmierato e remunerare quindi l’investimento iniziale del Fondo, anche se in misura contenuta. Si tratta di investimenti di lungo periodo pensati per sostenere coloro che non trovano una risposta adeguata al proprio bisogno abitativo né nell’edilizia pubblica né nel libero mercato e quindi per consentire l’offerta di case, di qualità, a canoni accessibili dove accanto alle funzioni di property e facility management si prevedono azioni di sostegno allo start up delle comunità di abitanti.

Queste due anime non sono necessariamente distinte poiché possono coesistere offerte residenziali e d’accoglienza differenti all’interno della stessa iniziativa. Sperimentazioni ibride che mescolano fondo perduto e investimenti a capitale paziente sono già in corso, ne sono un esempio i progetti Cenni di Cambiamento, Borgo Sostenibile, Via Padova 36