L’attività di mappatura

 
 
 

Dal 2000 Fondazione Cariplo ha sostenuto 233 progetti attraverso il bando “Housing  sociale” (il cui nome è oggi “Housing sociale per persone fragili"), erogando contributi per oltre 44 milioni di euro (dati al 31/12/2014, fonte: Fondazione Cariplo).

Da febbraio a luglio 2014, su incarico di Fondazione Cariplo, l’IRS-Istituto per la Ricerca Sociale e Kcity hanno svolto un’azione strutturata di mappatura sui progetti sostenuti attraverso il bando tra il 2000 e il 2012, che risultano completati e rendicontati a saldo in data 31/3/2014; la mappatura è stata realizzata in modo capillare grazie a strumenti di rilevazione diretta: questionari, visite in loco, interviste, raccogliendo:

  • informazioni generali sul progetto supportato dal contributo di Fondazione Cariplo;
  • informazioni sulle singole unità immobiliari realizzate attraverso il progetto e sui servizi di ospitalità in essi avviati nell’arco di tempo supportato dal contributo di Fondazione Cariplo e nel periodo successivo, evidenziando eventuali interruzioni o cambiamenti rispetto al periodo dell’indagine.


Tale lavoro ha consentito di disporre di una fotografia aggiornata dell’esito ed evoluzione dei progetti sostenuti attraverso il bando, anche dopo la formale conclusione del rapporto con Fondazione Cariplo.

Grazie all’attività di mappatura è stato possibile ricostruire un quadro di informazioni esaustivo, relativo a: entità del finanziamento ricevuto, beneficiario, proprietà dell’immobile, ente gestore, titolo di godimento da parte del gestore, qualità del progetto di accompagnamento (orizzonte temporale, natura e destinatario), caratteri dell’unità immobiliare (localizzazione, accessibilità, dotazione di servizi, tipologia edilizia, epoca di costruzione, stato di conservazione, presenza di altre funzioni al di là di quella residenziale), sostenibilità economica e principali dinamiche al termine del finanziamento della Fondazione.

Parte di questi dati è confluita all’interno del portale e più precisamente nella “mappa georeferenziata”, che rappresenta informazioni sia in forma di singola scheda per unità immobiliare, sia in forma aggregata, attraverso grafici e localizzazioni; gli altri dati raccolti ed elaborati saranno utilizzati da Fondazione Cariplo per meglio affinare le sue politiche in tema di housing sociale.

L’indagine ha analizzato 135 progetti, relativi a 836 unità immobiliari per complessivi 3.286 posti letto. L’87,7% delle unità immobiliari attivate attraverso il bando sono tuttora utilizzate per finalità di housing sociale, per un totale di 734 alloggi e 2.938 posti letto; le motivazioni della mancata prosecuzione del servizio di ospitalità sono per lo più nei casi di ente gestore diverso da proprietario, con scelta di uno o dell’altro di non rinnovare il titolo di disponibilità dell’alloggio per motivi di natura economica. Le 734 unità immobiliari tuttora attive sono distribuite nelle province di intervento di Fondazione Cariplo, con una maggiore concentrazione nella provincia di Milano, territorio con alta tensione abitativa; si sottolinea che nel 43% dei progetti esaminati, il finanziamento della Fondazione ha permesso di avviare un servizio che mancava nel territorio di riferimento. Si tratta di interventi di valorizzazione di patrimonio immobiliare esistente, dalla manutenzione ordinaria fino alla completa ristrutturazione: questo per il 73,3% dei 64.569 mq relativi alle 734 unità immobiliari.

Il 32% delle unità immobiliari è di proprietà di fondazioni (non bancarie) anche se dei 96 enti proprietari, il 30% è rappresentato da enti religiosi. Le 734 unità immobiliari sono gestite da 100 enti che forniscono servizi di housing sociale; il 36% di questi enti è rappresentato da cooperative sociali di tipo A; grazie al loro supporto, persone in difficoltà abitativa vengono ospitate per un periodo di tempo determinato, affinché possano essere aiutate nel raggiungimento di una maggiore autonomia.

In linea generale, i servizi di housing sociale presenti negli alloggi mappati si rivolgono a situazioni di bisogno socio-economico, familiare (anche di tipo mononucleare, come ad esempio donne sole con figli) o individuale. Nella maggior parte dei casi, gli alloggi sono stati destinati a situazioni caratterizzate da un livello di fragilità medio-alta. Rispetto al carattere di temporaneità dei progetti mappati, va notato che, in più della metà dei casi, il periodo di permanenza media dell’ospite all’interno della struttura è stato superiore a 2 anni. Ciò sembra dipendere dai tempi lunghi tradizionalmente necessari ai soggetti deboli per uscire da situazioni abitative temporanee, per ragioni sia soggettive (difficoltà a risolvere o gestire le proprie fragilità) che oggettive (scarsità di soluzioni per l’uscita dal servizio di accoglienza temporaneo, come case a canone accessibile, situazioni di cohousing di lungo periodo...).  L’offerta di housing temporaneo si è così caratterizzata come parte di un più ampio progetto di reinserimento e come dispositivo rilevante per promuovere percorsi evolutivi nelle persone e generare nuova autonomia abitativa e lavorativa.